domenica 23 settembre 2012

21 settembre, Day 59. "Carramba, che sorpresa!" (senza Carrà e nel paese di Leopoldo II).

  Sveglia alle 8 per appuntamento skype seguito ed in contemporanea ad una colazione semi-salata per mancanza di viveri adatti allo scopo classico: ovvero, bruschette e caffè-latte, strampalata miseria africana!
   Torno a sonnecchiare per riposarmi in vista delle interviste pomeridiane; di seguito al Bourbon rivedo tutte le vecchie chiacchierate e curo il sito Ubumwe Create con l'arte del multi-tasking.
   Alle 16.10 prendo una moto per Nyamirambo dove incontro J., insegnate prodigio lavorante for free con ben 50 alunni, cui faccio un'intervista proponendole anche una visitina all'università sul tema "ruolo delle donne in Rwanda" (primo paese per presenze-gentil-sesso in Parlamento nel mondo) come suggeritomi da G. per un intervento di 30'' durante una sua prossima lezione.
    Attendo D., magnifico informatore-traduttore -ma anche tirapacco per un buon numero di volte-, bevendo thè e broda nera spacciata per caffè che presto abbandono poichè troppo calda e dal sapore insopportabile. Facendo ciò esco dall'église e riconfermo il titolo suddetto al caro vecchio D., saluto i pochi superstiti serali del mondo ultraterreno e Kigali si riempie di lucine a mano a mano che scende l'oscurità.
   Ricarico il telefono in un piccolo chiosco con l'aiuto di J., poi fermo una moto a 800rwf per Sonatube passando nel traffico da delirio della città verso il tramonto (rischiando più volte incidenti ed urti con macchine, camion, motards impazziti e astronavi marziane).
    Cena con la pizza “Dorigatto” in compagnia di Mariottide e Sexy Bear, quest'ultimo sofferente di male alla pancia e col diritto, in via eccezionale, di riposare dentro casa e non nella sua solita stanzetta sul retro.
   La gita di domani non sarà al memoriale degli orrori, di cui trovo un video agghiacciante su youtube, ma ad un semplice laghetto non lontano da Kigali, Muhazi. Deciso ciò, grande spazio alla skypeizzazione serale, rituale ed assodata, con a seguire pacco per la birra in città aux italiens e piccolo dono a Mariottide: telefonata internettiana con il suo secondo figlio étudiant en Belgique da diversi anni. Con gran piacere suo e nostro viviamo una scena quasi degna di Carramba che Sorpresa! in quanto pathos, shock e parrossismo emozionale. La prima volta e di certo non l'ultima.
  Mentre il Dorigatto finisce il montaggio del prossimo video co-realizzato e prossimamente trasmesso su questi schermi, “Piove”, io mi dedico agli appunti bloggeriani nel buio della notte kigalina, mentre sogni s'accalcano per divenire vividi dalla porta del mio inquieto es tumefatto. Mi chiedo il perché ed il come di tante noie a proposito di partenze, arrivi e ripartenze donate dalla suerte in quest'ultimi giorni; tento di dare delle risposte a me stesso, poi mi ricordo di Jake Barnes in Fiesta ed abbandono ogni tentativo sensato in merito, addormentandomi ancora una volta, come tutte le altre volte.
 


    Please visit... Ubumwecreate.  Go now! Foto del Maichi Ntwari Pashcal.

venerdì 21 settembre 2012

20 settembre, Day 58. Cimiteri e bananeti, un'accoppiata già sentita.

     Sveglia presto causa luce accecante dalla finestra: sono solo le 6.30. Colazioncina veloce e due parole avec les italiens, un caffè amaro e si parte in solitaria per il Kie. Ci saranno da rivedere chiacchierate e note, decine di e-mail e comunicazioni da inviare, ri-parlare del più e del meno al telefono senza fili con l'Holy Spirit.
   Improbabile gita al cimitero Remera nel Gasabo District, diviso tra tristi tombe ornate con mattonelle da bagno e vecchie croci di legno divelte dal terreno. La vista è meravigliosa, uno scorcio anomalo sulle colline del tutto strabiliante; ma di certo non è l'affascinante graveyard con magnifiche tombe monumentali bianche che mi ero immaginato. Poco male, continuo con l'attività di flaneur solitario a tempo determinato per strade rosse di terra battuta, mentre nubi nere come la pece mi guardano pronte a rovesciarsi malignamente sul mio capoccione.
   Bambini con giocattoli fatti da bottiglie di plastica, una streghetta ch'affila un coltello con un vecchio machete e marmocchi che gridano "muzungu!" rincorrendomi a perdifiato. Giro tra le baracche vedendo caprette mangiare da mucchi di spazzatura, fratellini in spalla a sorelline nell'atto d'imboccargli pezzetti di banana, vecchiette dalla faccia annoiata dal vedere un bianco tutto solo e bambini impauriti per la stessa ragione. Lo stupore di trovare questa povertà è più grande che il pericolo d'inoltrarvisi. Al di sotto della strada principale ci sono baracche in lamiera e mattoni -costruiti laboriosamente con il terriccio dei bananeti- sparse qua e là ed abitate da numerose famiglie con almeno 4 figli vestiti di polvere, stracci e con un pezzo di copertone da far rotolare per la collina come unico divertimento. Spaventevoli grida di qualche chiesa Pentecostale si sentono nitide, in lontananza, interminabili.
  Risalgo la strada con qualcuno alle spalle che lascio defluire accostandomi un poco per diffidenza, mentre altri bimbi si fanno fotografare in pose plastiche ridacchiando nel ripetere il loro ritornello preferito: “umuzunguuu!”.
   Un'impervia salita, ancora un pezzo di strada asfaltata ed eccoci alla prima moto che mi vuole fregare 300rwf per 500 metri in linea d'aria. Torno all'università giusto in tempo per non essere lavato totalmente dal piccolo monsone equatoriale, scrivo qualche nota e facebook mi salva dalla depressione post-Lariam. Appunti, blog e stelle cadenti spezzate a mezz'aria possono voler dire doppio traguardo o tutto andato in fumo, chi lo sa. Si vedrà.
  Moto per tornare a 500rwf e passaggio per un'enorme pozzanghera sulla strada battuta di Sonatube; tutti a casa ove si fa cena col il doggy-bag indiano della scorsa sera intatto, immacolato, intonso nell'odore-gusto-sapore...ltro che conservanti!
   Mariottide domanda l'affitto, sento volare via il mio potere d'acquisto economico dalle stelle alle stalle ed incomincio a rasserenarmi con una nuova avventura nel Fantaghirò antropofagico-letterario. Il Dorigatto s'incapriccia tutta la sera, poi tutti a nanna aspettando l'alba di un nuovo giorno rwandese dopo non aver visto ancora una volta “Chiedilo alla polvere”.




    Stagione delle piogge: portatevi l'ombrello. Foto del Maichi-bu-ntu Ntwari Pashcal.